Piero Taruffi è stato molto più di un grande pilota: ingegnere, sperimentatore e innovatore, ha unito velocità, progetto e ricerca in una figura irripetibile.
Nato ad Albano Laziale nel 1906, Taruffi attraversò oltre trent’anni di storia dell’automobilismo e del motociclismo, gareggiando ai massimi livelli e confrontandosi con alcuni dei più grandi protagonisti del suo tempo. A distinguerlo era una mentalità diversa, orientata allo studio di ogni dettaglio e alla ricerca della soluzione migliore.
Laureato in Ingegneria Meccanica, dedicò una parte fondamentale della sua attività allo studio dell’aerodinamica, convinto dell’importanza di questo aspetto nell’automobile da corsa ancora prima delle prestazioni del motore.
Da questa ricerca nacquero motociclette e automobili innovative, numerosi primati di velocità e soprattutto il celebre Bisiluro, il Tarf II: un laboratorio mobile concepito per ridurre al minimo la resistenza dell’aria.
Parallelamente, Taruffi fu pilota ufficiale e collaudatore per Ferrari, Maserati, Lancia e Cisitalia. Tra le sue affermazioni più importanti figurano la Carrera Panamericana, la Targa Florio e la Mille Miglia.
“Studio, progettazione, guida e sperimentazione: quattro dimensioni di un’unica ricerca.”
L’Ingegnere Volante riporta Taruffi sull’Appia Antica attraverso il suo archivio privato. La mostra è in programma dall’8 ottobre all’8 novembre 2026 al Casale di Santa Maria Nova, Via Appia Antica 251, Roma.


